Piccoli miracoli

Se questo è uno spazio dove parlare di cucina, allora devo parlarvi di cucina!

Ieri la cucina di casa è stata sottosopra dal mattino fino alle undici di sera. Qualcuno mi avrebbe voluta uccidere.

In principio dovevo preparare solo un pan di spagna per una torta di frutta. Il pan di spagna aveva bisogno di una crema pasticcera per essere farcito. In frigo c’era ancora della panna fresca, ho l’amido, ho un microonde bellissimo, ho le mie magnifiche bacche di vaniglia del Madagascar, i limoni del mio giardino. Ho poco tempo, devo anche cucinare il pranzo per me e i miei, perdonatemi se ho fatto una crema pasticcera al microonde, ma se la fa Montersino, perchè io non dovrei?

Resta tutto in stand-by mentre mi dedico al pranzo.

Ma mentre la finta genovese in bianco cuoce, mi rendo conto che ora ho un bel pò di albumi da consumare. Non posso fare nè meringhe ne pavlove, le fruste del mio frullino Imetec con meno di un anno di vita, si stanno dissaldando e un pò dell’impasto del pan di spagna è piovuto sulle mattonelle e il runner del piano di lavoro. Non è il caso di sollecitarle ulteriormente:-)

Prima di internet, con solo il ricettario confuso di mia madre e la vecchia enciclopedia della cucina moderna (moderna per gli anni 60, di quella con anche le pagine dedicate all’arredamento e al bon ton), non avrei mai messo piede in cucina, non sarei riuscita a combinare niente.

In realtà ora che ci penso sono piombata in cucina un pomeriggio di tanti anni fà, quando al ritorno dal liceo avevo deciso di provare a fare la ricetta del ciambellone all’acqua che ci dettò la professoressa di matematica….vabbè sto divagando:-)

Comunque su internet ho trovato mille modi per consumare gli albumi e realizzare dolci semplici e buoni. Ho trovato una ricetta di un ciambellone con albumi, acqua, olio, cacao, zucchero e lievito. Semplice, come quel ciambellone all’acqua. Posso arricchirlo con della granella di nocciole  e le gocce di cioccolato che ho nella dispensa dei dolci, quella con tutte le cianfrusaglie come stampi, tagliabiscotti ecc…

La sera ho una riunione in oratorio, ai ragazzi fà sempre piacere mangiare qualcosa prima di mettere in moto il cervello e pensare alle attività estive. Se la ciambella, che avrà la forma di un plumcake viene bene, ho il dolce per loro.

Spero che le fruste reggano almeno il tempo per montare a neve ben ferma gli albumi.

L’impasto è in grande quantità, posso realizzare due plumcake, così avrò anche il dolce per l’onomastico di papà:-)

Apparecchio, pranziamo con un bel piatto di finta genovese e dopo pranzo sformo i due plumcake.

In frigo ho ancora della panna, posso farcirli con la crema al latte di Nanny, che ho imparato grazie a Cookaround, quando mi inventavo una versione estiva della setteveli, e Danita l’ha magistralmente eseguita.

Sembrerà una torta kinder pinguì ma per esserlo ha bisogno della glassa. Visto che inspiegabilmente sono senza cioccolato fondente in casa (sacrilegio!!!), sacrifico il coniglietto di cioccolato al latte che fa bella mostra di se in un secchiello decisamente primaverile sulla credenza.

Con un pò di latte riesco a scioglierlo e avere una glassa fluida.

Ora ho tre dolci, anzi due e mezzo visto che la torta è da ultimare, sul piano di lavoro.

Grazie alla riunione in oratorio un plumcake scompare dalla mia cucina, ma quando rientro alle 21 passate, il pan di spagna e la crema pasticcera mi guardano di sottecchi.

Incido il pan di spagna per ricavare un incavo profondo abbastanza da accogliere la crema, quello naturale dello stampo, non mi basta.

Dopo aver adeguatamente bagnato il pan di spagna e averlo farcito, mi dedico al taglio delle fragole. Stavolta voglio provare ad essere, precisa, ordinata. le taglio a fettine, metto da parte quelle piccole e le divido per grandezza. Nel mio disordine so essere precisa e non sembra ma so essere molto precisa.

Torta alle fragole
Torta alle fragole

Dopo due plumcake farciti e glassati, una bellissima torta con fragole, mi rendo conto che è avanzata ancora un pò di crema pasticcera, la bagna al limoncello, gli estremi delle fragole…mi odio, sono stanca, vorrei solo pulire tutto e andare a dormire, ma non ho mai buttato nulla nella pattumiera, non esiste, sono stata in Africa, ho visto la fame, ho visto quanto conta un piatto di riso anche se un pò duro e asciutto. Non avrei dovuto nemmeno fare in modo di avere tutti questi avanzi tra frigo e dispensa, ma il minimo che possa fare è fare un piccolo miracolo qui nella mi cucina sotto il Vesuvio, utilizzare tutto al meglio e regalare un sorriso a mio padre, ad una famiglia che festeggerà con quella semplice torta, ai ragazzi dell’oratorio, alle mie nipotine quando domani avranno la bocca sporca di cioccolato.

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Ho fatto tris:-)

 

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